Sopra la pittoresca cittadina di Chiusa all'Isarco, si
erge per 200 metri d'altezza la poderosa rupe dioritca di
Sabiona, coronata da monumentali edifici e dalla vasta cinta
muraria merlata del convento di clausura di monache Benedettine.
Luogo d'insediamento, già in epoca preistorica (tribù retiche)
e stazione militare romana, fú poi alla fine del secolo
VI d.C. la prima sede vescovile dell'Alto Adige.
Sabiona conservò la funzione di castello e quella di residenza
estiva dei Vescovi di Bressanone.
Nei secoli successivi, il castello passò in mano agli avversari
del vescovo, finchè nel 1536, un incendio provocato da un
fulmine lo incenerì.
Nel 1686, il parrocco di Chiusa, Mattia Jenner, lo trasformò
nel Convento delle Benedettine.
La stradina che da Chiusa sale al convento costituisce un'invitante
passeggiata di grande interesse paesaggistico.
Le parti dell'edificio, che non sono soggette alle regole
di clausura, sono visitabili.